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DOVE
E' ANCORA POSSIBILE SOGNARE.....
Benvenuto Sognatore,
qui, del tuo destino sei tu il signore!
Potrai diventare un potente mago o un semplice mercante
un forte paladino o un malvagio necromante
Potrai uccidere draghi o demoni alati
coltivare la terra o minare materiali pregiati
Potrai avere soldi, una casa, un castello
vivere come un eremita o girare il mondo a cavallo
Potrai essere il capitano di un grosso veliero
navigare oceani dimenticando il sentiero
Potrai incontrare, pirati, banditi e cavalieri
sfidarli a duello e disarcionarli dai loro destrieri
Potrai conoscere la donna che hai sempre sognato
sposarla e amarla come mai hai osato
Potrai scegliere la strada della luce che abbaglia
o vivere nell'ombra, come una canaglia
Questa è la tua favola, sei tu il regista
racconta la tua storia, diventane il protagonista
Guardami, sono solo un vecchio narratore....
ma anche io un tempo, sono stato un sognatore!!
Lady Maltempo
L' ira degli Dei
C'era un tempo in cui gli uomini vivevano felici accanto agli dei; dalle fontane il dolce nettare dell'idromele innaffiava i fiori che riempivano l'aria della loro dolce fragranza.
E gli uomini andavano in pace mentre gli dei, tranquilli dormivano nelle loro case.
In quei giorni il mondo pullulava, la gente si moltiplicava, il mondo mugghiava come toro selvaggio e il grande Enlil venne svegliato dal clamore. Enlil udì il clamore e disse agli dèi in consesso: "Lo strepito dell'umanità è intollerabile e il sonno non è più possibile a causa di questa babele". Così gli dèi si accordarono per sterminare l'umanità.
Lo fece Anu, che mandò sulla terra il Toro del Cielo.
E vi furono per tutta la terra sette anni di siccità in cui il grano fu guscio senza chicco. Ma gli uomini avevano messo da parte il grano per il popolo e l'erba per il bestiame. Per sette anni di gusci senza chicchi vi era
abbastanza grano e abbastanza erba.
Passarono sette anni e il mondo di nuovo pullulava, la gente si moltiplicava, il mondo mugghiava come toro selvaggio e gli dei vennero nuovamente svegliati dal clamore. Così gli dei si accordarono per sterminare l'umanità.
Lo fece Enlil che chiamò a se Adad, Sullat e Hanis, i cavalieri delle tempeste che marciarono da est a ovest distruggendo ovunque; Enki divelse gli argini e le dighe delle acque sotterranee, mentre Istar mandava Ninurta a corrompere gli eserciti e gli Anunnakku di Ereskigal illuminavano di luce spettrale gli ultimi giorni. Sgomento e disperazione si levarono fino al cielo quando la luce si trasformò in tenebra e la terra si infranse come un coccio. Gli stessi dei, terrorizzati, fuggirono sul più lontano e remoto dei cieli, nella casa di Anu, rannicchiandosi contro le mura come cani bastardi.
Poi Istar, regina del cielo dalla dolce voce, gridò come in travaglio: "Ahimè, gli antichi giorni sono ormai polvere, poiché noi abbiamo ordinato il male. Oh, perché abbiamo ordinato il male, noi concilio di tutti gli dei? Guerre ho ordinato agli uomini, ma non son forse essi la mia gente dal momento che io li ho generati? Ora galleggiano nell'oceano come uova di pesci". I grandi dèi del cielo e dell'inferno piansero e si coprirono la bocca, cessando le distruzioni.
Tuttavia l'uomo non era scomparso. Dai più profondi rifugi, gli uomini cominciarono a ripopolare la terra. Ma senza gli dei al loro fianco gli uomini non riuscirono a ritrovare l'antica armonia.
Capirono così l'ira degli dèi e cercarono il loro perdono, ma ormai era troppo tardi. Invano gli uomini invocarono gli antichi dèi; invano approntarono ricche libagioni sulla cima del monte più alto, invano il legno e la canna e il cedro e il mirto vennero ammassati nei templi, gli dèi ormai erano troppo lontani per sentirne il dolce profumo.
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